Cristoforo: “Bene… proverò a fare degli auguri un po’ diversi dal solito”.
Yoda: “No! Non provarci. Fare o non fare, non c’è provare”
Cristoforo: “D’accordo lo faccio”
Yoda: “Aiutarti io posso, davvero”
Cristoforo: Credo proprio di no, io cerco il grande Babbo Natale
Yoda: “Oh, Grande Babbo Natale… Natale non fa nessuno grande…
Cristoforo: “Ti ascolto… mostrami la via”
Yoda: “Ecco un Buon Inizio:”
Cristoforo: “Fantastico… con questo possono capirmi tutti… ma per i miei amici mi serve qualcosa di speciale, come per esempio una poesia o una storia…”
Yoda: “Quello che fa per te io ho…”
Cristoforo: “Forse ci vorrebbe anche qualcosa di più divertente come…”
Yoda: “Questo divertente è…”
Cristforo: “E poi ci vorrebbe anche qualche storia sulle usanze del Natale”
Yoda: “Questa bene potrebbe andare…”
Era un Natale difficile: le renne avevano la dissenteria e
Babbo Natale aveva dovuto pulire tutta la stalla;
metà degli gnomi erano a letto con l’influenza e gli elfi
erano in sciopero per solidarietà con i tacchini.
Poi si era rotta la slitta e Babbo Natale si era appena
maciullato un dito per aggiustarla, quando entra un Angelo e dice:
“pre Auguriiiiiiiiii! Dove metto l’abete?!”
…
e fu così che nacque la tradizione dell’Angelo in cima
all’albero di Natale!
Buon Natale!
Cristoforo: “Ora manca solo una descrizione più o meno dettagliata per chi non conosce il Natale Italiano…”
Yoda: “Aio!Eccoti una descrizione breve”
Cristoforo: “E per i regali come facciamo?”
Yoda: “…”
Cristoforo: “Ma allora abbiamo bisogno di una Babba Natale…”
Yoda: “Babba, andare tu devi, aio!”
Cristoforo: “Ma oltre alla Babba non abbiamo un Babbo Natale di riserva?
Yoda: “Ufff… Eccoti anche il Babbo di riserva…”
Cristoforo: “Ok… abbiamo scherzato per mettere un po’ di allegria (perchè il Natale è anche questo… un giorno di festa, di gioia e di allegria) ma ora vorrei concludere cercando di farVi cogliere l’aspetto più profondo del natale… ma come posso fare?
Yoda: “Una parabola… ci vuole”
Cristoforo: “E allora eccovi una delle storielle che più mi hanno fatto pensare per la sua semplicità e profondità:
ORA CAPISCO…
Era una persona fedele e generosa con la sua famiglia e corretta nel rapporto con gli altri, però non credeva che Dio si fosse fatto uomo come, secondo quanto afferma la Chiesa, è successo a Natale. Era troppo sincero per far vedere una fede che non aveva.
“Mi dispiace molto, disse una volta a sua moglie che era una credente molto fervorosa, però non riesco a capire che Dio si sia fatto uomo; non ha senso per me.
” Una notte di Natale, sua moglie e i figli andarono in chiesa per la messa di mezzanotte.
Lui non volle accompagnarli. “Se venissi con voi mi sentirei un ipocrita. Preferisco restare a casa. Vi starò ad aspettare. “Poco dopo la famiglia uscì mentre iniziò a nevicare.
Si avvicinò alla finestra e vide come il vento soffiava sempre più forte.
“Se è Natale , pensò, meglio che sia bianco”. Tornò alla sua poltrona vicino al fuoco e cominciò a leggere un giornale. Poco dopo venne interrotto da un rumore seguito da un altro e subito da altri. Pensò che qualcuno stesse tirando delle palle di neve sulla finestra della sala da pranzo. Uscì per andare a vedere e vide alcuni passerotti feriti, buttati sulla neve. La tormenta li aveva colti di sorpresa e, per la disperazione di trovare un rifugio, avevano cercato inutilmente di attraversare i vetri della finestra. “Non posso permettere che queste povere creature muoiano di freddo… però come posso aiutarle? “Pensò che la stalla dove si trovava il cavallo dei figli sarebbe stato un buon rifugio, velocemente si mise la giacca, gli stivali di gomma e camminò sulla neve fino ad arrivare nella stalla, spalancò le porte e accese la luce. Però i passerotti non entrarono. “Forse il cibo li attirerà,” pensò. Tornò a casa per prendere delle briciole di pane e le disseminò sulla neve facendo un piccolo cammino fino alla stalla. Si angustiò nel vedere che gli uccelli ignoravano le briciole e continuavano a muovere le ali disperatamente sulla neve. Cercò di spingerle in stalla camminando intorno a loro e agitando le braccia. Si dispersero nelle diverse parti meno che verso il caldo e illuminato rifugio. “Mi vedono come un estraneo che fa paura”, pensò.
“Non mi viene in mente nulla perché possano fidarsi di me… Se solo potessi trasformarmi in uccello per pochi minuti, forse riuscirei a salvarli! “In quel momento le campane della chiesa cominciarono a suonare. L’uomo restò immobile, in silenzio, ascoltando il suono gioioso che annunciava il Natale. Allora si inginocchiò sulla neve: “Ora si, ora capisco”, sussurò. “Signore, ora capisco. Ora capisco perchè ti sei fatto uomo… “
BUON NATALE!!!

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