Buon Natale a Tutti

22 12 2007

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Cristoforo: “Bene… proverò a fare degli auguri un po’ diversi dal solito”.

Yoda: “No! Non provarci. Fare o non fare, non c’è provare”

Cristoforo: “D’accordo lo faccio”

Yoda: “Aiutarti io posso, davvero”

Cristoforo: Credo proprio di no, io cerco il grande Babbo Natale

Yoda: “Oh, Grande Babbo Natale… Natale non fa nessuno grande…

Cristoforo: “Ti ascolto… mostrami la via”

Yoda: “Ecco un Buon Inizio:”

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Cristoforo: “Fantastico… con questo possono capirmi tutti… ma per i miei amici mi serve qualcosa di speciale, come per esempio una poesia o una storia…”

Yoda: “Quello che fa per te io ho…”

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Cristoforo: “Forse ci vorrebbe anche qualcosa di più divertente come…”

Yoda: “Questo divertente è…”

natale

Cristforo: “E poi ci vorrebbe anche qualche storia sulle usanze del Natale”

Yoda: “Questa bene potrebbe andare…”

Era un Natale difficile: le renne avevano la dissenteria e
Babbo Natale aveva dovuto pulire tutta la stalla;
metà degli gnomi erano a letto con l’influenza e gli elfi
erano in sciopero per solidarietà con i tacchini.
Poi si era rotta la slitta e Babbo Natale si era appena
maciullato un dito per aggiustarla, quando entra un Angelo e dice:
“pre Auguriiiiiiiiii! Dove metto l’abete?!”

e fu così che nacque la tradizione dell’Angelo in cima
all’albero di Natale!
Buon Natale!

Cristoforo: “Ora manca solo una descrizione più o meno dettagliata per chi non conosce il Natale Italiano…”

Yoda: “Aio!Eccoti una descrizione breve

Natale

Cristoforo: “E per i regali come facciamo?

Yoda: “

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Cristoforo: “Ma allora abbiamo bisogno di una Babba Natale…

Yoda: “Babba, andare tu devi, aio!”

babba natale sexy

Cristoforo: “Ma oltre alla Babba non abbiamo un Babbo Natale di riserva?

Yoda: “Ufff… Eccoti anche il Babbo di riserva…”

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Cristoforo: “Ok… abbiamo scherzato per mettere un po’ di allegria (perchè il Natale è anche questo… un giorno di festa, di gioia e di allegria) ma ora vorrei concludere cercando di farVi cogliere l’aspetto più profondo del natale… ma come posso fare?

Yoda: “Una parabola… ci vuole”

Cristoforo: “E allora eccovi una delle storielle che più mi hanno fatto pensare per la sua semplicità e profondità:

 

 

ORA CAPISCO…

Era una persona fedele e generosa con la sua famiglia e corretta nel rapporto con gli altri, però non credeva che Dio si fosse fatto uomo come, secondo quanto afferma la Chiesa, è successo a Natale. Era troppo sincero per far vedere una fede che non aveva.

“Mi dispiace molto, disse una volta a sua moglie che era una credente molto fervorosa, però non riesco a capire che Dio si sia fatto uomo; non ha senso per me.

” Una notte di Natale, sua moglie e i figli andarono in chiesa per la messa di mezzanotte.

Lui non volle accompagnarli. “Se venissi con voi mi sentirei un ipocrita. Preferisco restare a casa. Vi starò ad aspettare. “Poco dopo la famiglia uscì mentre iniziò a nevicare.

Si avvicinò alla finestra e vide come il vento soffiava sempre più forte.

“Se è Natale , pensò, meglio che sia bianco”. Tornò alla sua poltrona vicino al fuoco e cominciò a leggere un giornale. Poco dopo venne interrotto da un rumore seguito da un altro e subito da altri. Pensò che qualcuno stesse tirando delle palle di neve sulla finestra della sala da pranzo. Uscì per andare a vedere e vide alcuni passerotti feriti, buttati sulla neve. La tormenta li aveva colti di sorpresa e, per la disperazione di trovare un rifugio, avevano cercato inutilmente di attraversare i vetri della finestra. “Non posso permettere che queste povere creature muoiano di freddo… però come posso aiutarle? “Pensò che la stalla dove si trovava il cavallo dei figli sarebbe stato un buon rifugio, velocemente si mise la giacca, gli stivali di gomma e camminò sulla neve fino ad arrivare nella stalla, spalancò le porte e accese la luce. Però i passerotti non entrarono. “Forse il cibo li attirerà,” pensò. Tornò a casa per prendere delle briciole di pane e le disseminò sulla neve facendo un piccolo cammino fino alla stalla. Si angustiò nel vedere che gli uccelli ignoravano le briciole e continuavano a muovere le ali disperatamente sulla neve. Cercò di spingerle in stalla camminando intorno a loro e agitando le braccia. Si dispersero nelle diverse parti meno che verso il caldo e illuminato rifugio. “Mi vedono come un estraneo che fa paura”, pensò.

“Non mi viene in mente nulla perché possano fidarsi di me… Se solo potessi trasformarmi in uccello per pochi minuti, forse riuscirei a salvarli! “In quel momento le campane della chiesa cominciarono a suonare. L’uomo restò immobile, in silenzio, ascoltando il suono gioioso che annunciava il Natale. Allora si inginocchiò sulla neve: “Ora si, ora capisco”, sussurò. “Signore, ora capisco. Ora capisco perchè ti sei fatto uomo… “

 

BUON NATALE!!!





Un vero Amico

22 12 2007

Un semplice conoscente, quando viene a casa tua, agisce come un invitato.

Un vero amico apre il tuo frigo e si serve.

Un semplice conoscente non ti ha mai visto piangere.

Un vero amico ha le spalle temprate alle tue lacrime.

Un semplice conoscente non conosce i nomi dei tuoi genitori. Un vero amico

ha i loro numeri di telefono nell’agenda.

Un semplice conoscente porta una bottiglia di vino alle tue feste.

Un vero amico arriva presto per aiutarti a cucinare e rimane fino a tardi per aiutarti a pulire

Un semplice conoscente detesta che tu lo chiami dopo l’orario in cui è abituato ad andare a dormire.

Un vero amico ti chiede come mai hai messo tanto tempo a chiamarlo.

Un vero amico si informa della tua romantica storia d’amore.

Un semplice conoscente potrebbe fare dell’ironia su questa.

Un semplice conoscente pensa che l’amicizia è finita dopo una disputa.

Un vero amico ti chiama dopo una disputa.

Un semplice conoscente si aspetta che tu sia sempre pronto per lui.

Un vero amico è sempre pronto per te.

Ma la domanda è: Sarà tutto vero?

A me per esempio la storia del frigo mi lascia un po’ perplesso… IL CIBO NON SI TOCCA!!!





Lentamente muore (P.Neruda)

20 12 2007
Lentamente muore chi diventa schiavo dell’abitudine, ripetendo ogni

giorno gli stessi percorsi, chi non cambia la marca, chi non
rischia e cambia colore dei vestiti, chi non parla a chi non conosce.

Muore lentamente chi evita una passione, chi preferisce il nero su
bianco e i puntini sulle “i” piuttosto che un insieme di emozioni,
proprio quelle che fanno brillare gli occhi, quelle che fanno di uno
sbadiglio un sorriso, quelle che fanno battere il cuore davanti
all’errore e ai sentimenti.

Lentamente muore chi non capovolge il tavolo, chi è infelice sul
lavoro, chi non rischia la certezza per l’incertezza, per inseguire un
sogno, chi non si permette almeno una volta nella vita di fuggire ai
consigli sensati. Lentamente muore chi non viaggia, chi non legge, chi
non ascolta musica, chi non trova grazia in se stesso. Muore lentamente
chi distrugge l’amor proprio, chi non si lascia aiutare; chi passa i
giorni a lamentarsi della propria sfortuna o della pioggia incessante.

Lentamente muore chi abbandona un progetto prima di iniziarlo, chi non
fa domande sugli argomenti che non conosce, chi non risponde quando gli
chiedono qualcosa che conosce.

Evitiamo la morte a piccole dosi, ricordando sempre che essere vivo
richiede uno sforzo di gran lunga maggiore del semplice fatto di
respirare.
Soltanto l’ardente pazienza porterà al raggiungimento di una splendida
felicità.

(P. Neruda)