I 10 comanda-lenti…

25 02 2008

…per trovare la velocità giusta nella vita*

1 Svegliatevi cinque minuti prima, per farvi la barba, truc­carvi o fare colazione senza fretta e con serenità.

2 In coda nel traffico o alla cassa del supermercato, non arrabbiatevi. Usate questo tempo per programmare mentalmente la ­giornata o per chiacchierare con il vicino di carrello.

3 Se entrate in un bar, ricordate di salutare il barista. Salutate di nuovo quando uscite. Fate lo stesso in ufficio, in ascensore etc.

4 Scrivete sms ed email senza simboli o abbreviazioni, magari esordite con un “caro” o “cara”…

5 Se potete, evitate di fare due cose contemporaneamente, il ri­schio è di diventare scortesi, imprecisi e approssimativi.

6 A meno che non sia indispensabile, non iscrivetevi a una scuo­la o una palestra dall’altra parte della città.

7 Non riempite l’agenda di appuntamenti, imparate a dire qual­che no e a coltivare i momenti di pausa.

8 Non correte per forza a fare la spesa, senzaltro le risorse della di­spensa vi consentono di cucinare un’ottima cena.

9 Non mettetevi in viaggio nel weekend, gustatevi la città.

10 Fate una camminata, soli o in compagnia, invece di incolon­narvi in auto per raggiungere la solita trattoria fuori porta.

*Liberamente tratti dal sito: (www.vivereconlentezza.it )





Il valore della tua vita…

19 02 2008

Se sei disposto a dimenticare ciò che hai fatto per gli altri
E a ricordare ciò che gli altri hanno fatto per te…
… se sei pronto a non tener conto di ciò che la vita ti deve,
ma a prendere nota di ciò che tu devi alla vita…
… ma soprattutto, se riesci a capire che tu sei negli altri
e gli altri sono in te e che la cosa più importante della vita
non è ciò che riuscirai a prendere da essa,
ma ciò che riuscirai a darle….
Allora avrai imparato a vivere.
… Il valore della vita non sta in ciò che fai,
ma in ciò che riesci ad amare di ciò che fai;
puoi fare tante cose, ma se non riesci ad amarle,
il tuo fare non serve a nulla,
e la tua vita non vale nulla.
Il valore della tua vita non sta in ciò che hai,
ma in ciò che sei;
perché in realtà nessuno non ha niente.
L’unica cosa che si può avere è se stessi,
se hai te stesso, hai tutto il mondo
e la tua vita vale più del mondo.
Il valore della tua vita non sta in ciò che pensi:
puoi pensare tutto il bene del mondo,
ma se non ti adoperi per farne almeno un po’
è come se pensassi il male,
e la tua vita non vale nulla.
Il valore della tua vita si misurerà
quando starai per perderla;
se lascerai il mondo un pochino migliore di come l’hai trovato
… allora sarà grande.
… Sai vivere quando…
pur vivendo in questo mondo complicato resti semplice,
pur vivendo in questo mondo ingiusto resti giusto,
pur vivendo in questo mondo disonesto resti onesto,
pur vivendo in questo mondo falso resti autentico,
pur vivendo in questo mondo sporco resti pulito
Ma soprattutto, sai vivere quando…
Pur vivendo in questo mondo con poco amore riesci ad amare
Ma ancor di più sai vivere…
Se, nonostante tutto, amerai lo stesso questo mondo.

Omar Falworth





Julian Beever’s pavement drawings

8 02 2008

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Razzismo

8 02 2008

La scena che segue si è svolta sul volo della compagnia BritishAirways traJohannersburg e Londra.


Una donna bianca, di circa 50 anni, prende posto in classe economica di fianco ad un nero.Visibilmente turbata, chiama la hostess. ‘Che problema c’è signora?’ chiede l’hostess. ‘Ma non lo vede?’ risponde la signora ‘mi avete messo a fianco di un nero. Non sopporto di rimanere qui. Assegnatemi un altro posto.’ Per favore, si calmi’ dice l’hostess ‘perché tutti i posti sono occupati.Vado a vedere se ce n’è uno disponibile’. L’hostess si allontana e ritorna qualche minuto più tardi. ‘Signora, come pensavo, non c’è nessun altro posto libero in classe economica. Ho parlato col comandante e mi ha confermato che non c’è nessun posto neanche in classe executive. Ci è rimasto libero soltanto un posto in prima classe. ‘Prima che la donna avesse modo di commentare la cosa, l’hostess continua: ‘Vede, e’ insolito per la nostra compagnia permettere a una persona con biglietto di classe economica di sedersi in prima classe. Ma, viste le circostanze, il comandante pensa che sarebbe scandaloso obbligare qualcuno a sedersi a fianco di una persona sgradevole’. E, rivolgendosi al nero, l’hostess prosegue: ‘Quindi, signore, se lo desidera, prenda il suo bagaglio a mano, che un posto in prima classe la attende…’E tutti i passeggeri vicini che, allibiti, avevano assistito alla scenata della signora, si sono alzati applaudendo…

‘L’unica razza che conosco e’ quella umana’ (Albert Eistein)





LEZIONE DI POLITICA ECONOMICA

8 02 2008

TITOLO: Hai due mucche

SOCIALISMO:
Hai 2 mucche. Il tuo vicino ti aiuta ad occupartene e tu dividi il latte
con lui.

COMUNISMO:
Hai 2 mucche. Il governo te le prende (i TUOI “compagni”) e ti fornisce (a sua discrezione) il necessario per vivere.

FASCISMO:
Hai 2 mucche. Il governo te le prende e ti vende il latte.

NAZISMO:
Hai 2 mucche. Il governo prende la vacca bianca ed uccide quella nera.

DITTATURA:
Hai 2 mucche. La polizia te le confisca e ti fucila.

FEUDALESIMO:
Hai 2 mucche. Il feudatario prende metà del latte e si tromba la tua
morosa.

DEMOCRAZIA:
Hai 2 mucche. Si vota per decidere a chi spetta il latte.

DEMOCRAZIA RAPPRESENTATIVA:
Hai 2 mucche. Si vota per chi eleggerà la persona che deciderà a chi
spetta il latte.

ANARCHIA:
Hai 2 mucche. Lasci che si organizzino in autogestione.

CAPITALISMO:
Hai 2 mucche. Ne vendi una per comprare un toro ed avere dei vitelli con cui iniziare un allevamento.

CAPITALISMO SELVAGGIO:
Hai 2 mucche. Fai macellare la prima ed obblighi la seconda a produrre
tanto latte come 4 mucche. Alla fine licenzi l’operaio che se ne occupava accusandolo di aver lasciato morire la vacca di sfinimento.

BERLUSCONISMO:
Hai 2 mucche. Ne vendi 3 alla tua Società quotata in borsa, utilizzando
lettere di credito aperte da tuo fratello sulla tua banca. Poi fai uno
scambio delle lettere di credito, con la partecipazione in una Società
soggetta ad offerta pubblica e nell’operazione guadagni 4 mucche
beneficiando anche di un abbattimento fiscale per il possesso di 5 mucche.
I diritti sulla produzione del latte di 6 mucche vengono trasferiti da un
intermediario panamense sul conto di una Società con sede alle Isole
Cayman, posseduta clandestinamente da un azionista che rivende alla tua Società i diritti sulla produzione del latte di 7 mucche.
Nei libri contabili di questa Società figurano 8 ruminanti con l’opzione
d’acquisto per un ulteriore animale. Nel frattempo hai abbattuto le 2
mucche perché sporcano e puzzano. Quando stanno per beccarti, diventi
Presidente del Consiglio.

PRODISMO:
Hai 2 mucche. Tu le mantieni, il governo si prende il latte e ti mette una
tassa su :
- Metri cubi della stalla
- Inclinazione del tetto della stalla
- ICI
- Lunghezza della mangiatoia (da collaudare ogni semestre)
- Bollino blu sulla stalla (con cadenza mensile)
- Revisione bimestrale delle mucche
- Registrazione delle mucche con atto notarile
- Registrazione delle mucche a pubblico registro
- Obbligo di un capo mucca responsabile per la 626
- Obbligo di un capo mucca responsabile per i vigili del fuco
- Bollo da calcolare in base al peso della mucca (5,258 € al Kg se la
lunghezza del pelo rispetta l’Euro 5)
- IVA sull’acquisto di acqua e fieno per la mucca
- Tassa sulla compravendita della mucca + IVA
- Tassa sulla donazione della mucca + IVA
- Canone RAI (obbligatorio) + IVA
- Canone Telecom (obbligatorio) + IVA
- Tassa sulla morte della mucca
- Tessera sindacale per il sindacato delle mucche (14,37 € al mese +
tredicesima!!)
- Fondo pensionistico da versare all’INPS, per il sindacalista delle mucche
- IVA sul latte !!!
- IVA sulla mucca
- Marca da bollo annuale di 24,256 € per ogni zampa della mucca.

A TE rimane lo sterco !! Nel frattempo è in approvazione un disegno di
Legge sulla tassazione dei rifiuti organici animali.





Le regole del Mago

7 02 2008

Per gli appassionati della saga “La Spada Della Verità” di Terry Goodkind eccovi le regole del Mago:

Prima Regola del Mago: la gente è stupida: date loro una motivazione appropriata ed essi vi crederanno,o perchè lo vogliono o perchè hanno paura possa essere vero” (Zeddicus Zu’l Zorander)


Seconda Regola del Mago:Il danno più grande può risultare dalle migliori intenzioni


Terza Regola del Mago:La passione domina la ragione


Quarta Regola del Mago:C’è della magia nel perdono sincero


Quinta Regola del Mago:Guarda ciò che la gente fa, non ciò che dice, perchè i fatti tradiscono le bugie


Sesta Regola del Mago:L’unico sovrano che puoi permettere ti governi è la ragione


Settima Regola del Mago: La vita è nel futuro, non nel passato


Ottava Regola del Mago:Merita la vittoria


Nona Regola del Mago: Una contraddizione non può esistere nella realtà. Nè in parte, nè per intero.


Decima Regola del Mago: La realtà non si cura dei desideri. Decidere di distogliersi dalla verità significa tradire se stessi.


L’ultima Regola del Mago: La regola di tutte regole. La regola non scritta. La tacita regola dall’alba dei tempi. Non è mai stata detta e non è mai stata scritta.

Firmato

Kalhan & Richard Ralh

Qui trovate una spiegazione dettagliata: http://it.wikipedia.org/wiki/Le_Regole_del_Mago





Ho imparato…

25 01 2008

Ho imparato… che nessuno è perfetto…Finché non ti innamori.

Ho imparato… che la vita è dura…Ma io di più!!!

Ho imparato… che le opportunità non vanno mai perse. Quelle che lasci andare tu…le prende qualcun altro.

Ho imparato… che quando serbi rancore e amarezza la felicità va da un’altra parte.

Ho imparato… Che bisognerebbe sempre usare parole buone…Perchè domani forse si dovranno rimangiare.

Ho imparato… che un sorriso è un modo economico per migliorare il tuo aspetto.

Ho imparato… che non posso scegliere come mi sento… Ma posso sempre farci qualcosa.

Ho imparato… che quando tuo figlio appena nato tiene il tuo dito nel suo piccolo pugno… ti ha agganciato per la vita.

Ho imparato… che tutti vogliono vivere in cima alla montagna….Ma tutta la felicità e la crescita avvengono mentre la scali.

Ho imparato… che bisogna godersi il viaggio e non pensare solo alla meta.

Ho imparato… che è meglio dare consigli solo in due circostanze…Quando sono richiesti e quando ne dipende la vita.

Ho imparato… che meno tempo spreco… più cose faccio.





Il tempo…

10 01 2008

C’è il tempo da riempire
e il tempo da vivere.

Il tempo dell’efficienza tecnologica
e il tempo della laboriosità e delle responsabilità.

Il tempo dei molti incontri fuggevoli
e il tempo dell’ascolto e della condivisione.

Il tempo “libero” ma serrato e vincolato
e il tempo della fedeltà e della creatività.

Il tempo del consumo
e il tempo del dono e della gratuità

Il tempo dell’assordamento
e il tempo del silenzio.

Il tempo dell’utilità immediata
e il tempo del gustare e dell’assaporare.

Il tempo del “tutto subito”
e il tempo dell’attesa.

Il tempo dell’avere
e il tempo dell’essere.

Il tempo dei compromessi
e il tempo della scelta.

 





Guerre nel Mondo

4 01 2008

Mi sembra un argomento molto importante che i mass media solitamente trascurano e quindi ho cercato un po’ d’informazioni su internet e le metto a disposizione sul mio blog… se li avete fatemi avere aggiornamenti…

GUERRE NEL MONDO

Nel mondo sono in corso 29 guerre.

Ecco il quadro della situazione all’inizio del 2007

1. Iraq 80 mila morti dal 2003
2. Israele-Palestina 5 mila morti dal 2000
3. Libano 1.200 dal 2006
4. Turchia-Kurdistan 40 mila morti dal 1984
5. Afghanistan 25 mila morti dal 2001
6. Pakistan-Waziristan 3 mila dal 2004
7. Pakistan-Balucistan 450 morti dal 2005
8. India-Kashmir 90 mila morti dal 1989
9. India-Nordest 50 mila morti dal 1979
10. India-Naxaliti 6 mila morti dal 1967
11. Sri Lanka-Tamil 68 mila morti dal 1983
12. Birmania-Karen 30 mila morti dal 1988
13. Thailandia-Sud 2 mila morti dal 2004
14. Filippine-Mindanao 150 mila morti dal 1971
15. Filippine-Npa 40 mila morti dal 1969
16. Russia-Cecenia 250 mila morti dal 1994
17. Georgia-Abkhazia 28 mila morti dal 1992
18. Georgia-Ossezia 2.800 morti dal 1991
19. Algeria 150 mila morti dal 1991
20. Costa d’Avorio 5 mila morti dal 2002
21. Nigeria 11 mila morti dal 1999
22. Ciad 50 mila morti dal 1996
23. Sudan-Darfur 250 mila morti dal 2003
24. Rep.Centrafricana 2 mila morti dal 2003
25. Somalia 500 mila morti dal 1991
26. Uganda 20 mila morti dal 1986
27. Congo R.D. 4 milioni di morti dal 1998
28. Colombia 300 mila morti dal 1964
29. Haiti 1.500 morti dal 2004

 

Il continente con più conflitti in corso è l’Africa:

Algeria

Intorno alla seconda metà degli anni ‘90 il conflitto algerino riscosse forte scalpore tra la Comunità Internazionale a causa della spaventosa brutalità da cui fu caratterizzato: le sanguinose stragi commesse dagli estremisti islamici si contrapponevano a violente controffensive da parte dell’esercito governativo, il che determinò l’instaurarsi di un clima di terrore che coinvolse la quasi totalità della popolazione.

Oggi l’Algeria, dopo 100.000 morti (150.000 secondo bilanci indipendenti) sembra volere lentamente tornare alla normalità: la guerra appare in fase di lenta remissione, ma purtroppo non è ancora conclusa, come dimostrano le quotidiane notizie che descrivono un susseguirsi di agguati, scaramucce e bombardamenti.

Sahara occidentale

Unico territorio dell’Africa a non aver mai ottenuto l’indipendenza, il Sahara Occidentale è passato direttamente dalla dominazione coloniale spagnola ad un’occupazione militare marocchina senza che ai suoi abitanti nativi (i Saharawi) sia mai stato concesso il diritto di votare per la propria autodeterminazione.

Liberia

La più antica Repubblica d’Africa (1847) è devastata da 14 anni di guerre civili.
L’ultimo capitolo del terrore si è chiuso nell’agosto del 2003 con l’esilio del dittatore ed ex signore della guerra Charles Taylor, al potere ininterrottamente dal 1997, e con gli accordi di Accra stipulati tra fazioni ribelli (Lurd e Model) e governativi. Pressioni internazionali, un mandato di cattura del Tribunale Speciale per i crimini della Sierra Leone e un mese di assedio del Lurd attorno a Monrovia hanno costretto il presidente Taylor a farsi da parte trovando un rifugio dorato a Calabral (Nigeria).
Ma il dopo Taylor è tutt’altro che pacifico

Nigeria

La Nigeria è divisa in oltre 250 gruppi etnici-linguistici diversi. Le religioni principali sono il Cattolicesimo e l’Islam, ma anche molte religioni tradizionali dell’Africa. Queste differerenze religiose sono alla base dei conflitti sviluppatisi in questo paese. Gli scontri principali si sono verificati tra le popolazioni musulmane del nord, gli Hausa-Fulani, e quelle cristiane-animiste del sud, Yoruba.

Rep. Centroafricana

Dal 25 ottobre 2002 la Repubblica Centrafricana è dilaniata da una guerra civile che oppone i ribelli di François Bozizé, ex- capo delle forze armate, al presidente Félix Patassé, in carica dal 1993, rieletto sei anni dopo non senza polemiche. È il sesto tentato colpo di stato nei primi 9 anni di governo parlamentare.

Repubblica democratica del Congo

Una “Guerra Mondiale Africana”, come è stata definita, che vede combattersi sul territorio congolese gli eserciti regolari di ben sei Paesi per una ragione molto semplice: il controllo dei ricchi giacimenti di diamanti, oro e coltan del Congo orientale
Il Congo si è così ritrovato diviso in una parte orientale controllata dai ribelli e una occidentale ancora in mano alle truppe di Kabila.
Almeno 350mila le vittime dirette di questo conflitto, 2 milioni e mezzo contando anche i morti per carestie e malattie causate dal conflitto.

Sudan

Dal 2000 la Norvegia si prende carico di far da mediatrice alla guerra infinita tra cingalesi e tamil: nel 2002 Oslo ottiene il risultato di uno storico cessate il fuoco, che, per quanto poco rispettato, regge, almeno sulla carta.
L’assistenza di Stati Uniti e Giappone, grazie alla posizione strategica dell’isola, fa sì che il paese non precipiti nella miseria, ma il dramma della guerra ha spezzato intere generazioni. A partire dai bambini, traumatizzati dal conflitto, come parte passiva degli orrori, e attiva quando arruolati da milizie senza scrupolo.
La guerra ventennale dello Sri Lanka ha provocato 64mila morti e almeno un milione di sfollati.

Eritrea – Etiopia

Dopo una guerra trentennale (1962-1991), l’Eritrea ottiene finalmente la propria indipendenza dall’Etiopia nel 1993.
Il fatto però di non aver stabilito fin dall’inizio confini chiari e definitivi ha portato ad un rapido deterioramento dei rapporti tra i due Paesi, finché nel 1998 le truppe di Asmara decidono di varcare il confine, dando inizio a scontri armati che degenereranno presto in una sanguinosa guerra a tutto campo (1998-2000). Dopo 2 anni di conflitto e decine di migliaia di vittime (più di 70.000), Etiopia ed Eritrea cessano le ostilità e si affidano all’Onu per decidere definitivamente dei propri confini. Nonostante la proposta venga formalizzata già nel 2002, i due Paesi sono ancora ben lontani dall’aver trovato un accordo.

Somalia

Dopo l’uscita di scenda del presidente Siad Barre nel 1991, è iniziata una violentissima guerra di potere tra i vari clan del Paese, guidati dai cosiddetti “signori della guerra”. Nel ‘92 sono intervenuti gli Usa e contingenti di pace internazionali, che non sono riusciti a riportare l’ordine nel Paese, in mano soprattutto alle milizie del clan di Aideed.
Così nel 1995 la truppe ONU se ne sono andate, lasciando affondare la Somalia in una spirale di violenze che, fino ad oggi, ha provocato quasi mezzo milione di morti (contando anche i morti per la carestia generata dalla guerra). Nonostante siano in corso trattative di pace, le violenze continuano, soprattutto nella parte meridionale del Paese.

Nell’agosto del 2000 una conferenza di riconciliazione nazionale tenutasi nel confinate Djibouti ha eletto Abdiqasim Salad Hassan presidente del primo governo nazionale somalo dal 1991. Ma fin dall’inizio questi sta affrontando la dura resistenza di vari gruppi armati, soprattutto dell’Esercito di Resistenza degi Rahanwein (RRA) guidato da Hassan Mohamed Nur, appoggiato dalla vicina Etiopia.

Burundi

L’ultimo decennio di guerra tra le due maggiori componenti etniche del Burundi, i Tutsi e gli Hutu, iniziato nel 1993, ha provocato almeno 300.000 morti ed un milione di sfollati.

Le due principali formazioni ribelli hutu sono le CNDD-FDD (Consiglio Nazionale per la Difesa della Democrazia con il proprio braccio armato, le Forze per la Difesa della Democrazia) di Pierre Nkurunziza e le FNL (Forze di liberazione nazionale) di Agathon Rwasa, i principali antagonisti del Governo di coalizione nazionale, almeno fino all’estate scorsa.

Nell’estate del 2003 iniziano, infatti, dei colloqui tra il Governo di unità nazionale, guidato dall’Hutu moderato Domitien Ndayizeye e le CNDD-FDD. Le lunghe trattative culminano con un accordo, definito “storico”, dell’8 ottobre 2003 nel quale vengono decisi i futuri assetti che dovranno avere Governo, Parlamento e forze armate, da sempre controllate da lobby tutsi.

Alle trattative non hanno partecipato le FNL, avendo sempre rifiutato ogni ipotesi di dialogo con il Governo, accusato di essere succube delle forze armate fino ad adesso dominate dai Tutsi, Ma sembra che anche le FNL stiano ammorbidendo la loro intransigenza, forse anche a causa dell’isolamento nel quale sono rimaste: è stato recentemente programmato un incontro tra Governo e rappresentanti dei ribelli per discutere del cessate il fuoco e per porre le basi per una trattativa, da tenersi a breve.

Uganda

Il Presidente Roweri Museveni festeggia in questo periodo il diciottesimo compleanno del suo Governo. Il Presidentissimo, ha definito il Governo dell’Uganda “una forma alternativa di democrazia” nella quale fino al 2000 non potevano esistere altri partiti politici oltre il suo NRM (Movimento di resistenza nazionale), braccio politico della NRA (Armata di resistenza nazionale) con la quale Museveni si impadronì del potere nel 1988.

Ma nonostante il lunghissimo periodo al potere ed i successi millantati, Museveni continua a dover affrontare i gravi problemi di una guerra civile logorante che dura da quasi 20 anni e che ha provocato una grave crisi economica.

L’LRA (Armata di resistenza del signore) è la forza ribelle che terrorizza le province del nord dell’Uganda fin dal 1987, abitate dagli Acholi, ai confini con il Sudan. Ed è proprio in Sudan che gli Olum (“erba” così vengono chiamati in lingua Acholi) hanno le loro basi e da lì partono molti dei loro attacchi.

In Asia:

Israele – Palestina

Iraq

Dal 1980, l’anno in cui iniziò la guerra tra Iran e Iraq, il paese nato nel 1920 dalle ceneri dell’Impero Ottomano conosce ininterrottamente la tragedia della guerra e della violenza.

Afghanistan

Osama bin Laden capo del Majlis al Shura, il Consiglio consultivo di Al Qaeda, nel giugno del 1998, in una remota località alla frontiera tra l’Afghanistan e il Pakistan, annuncia di fronte a 150 militanti islamici la costituzione del Fronte internazionale islamico per la guerra santa contro gli ebrei ed i crociati.

A questa dichiarazione di guerra fanno seguito, il 7 agosto dello stesso anno, gli attentati alle ambasciate americane di Nairobi e Dar es-Salaam e il 12 ottobre 2000, l’attacco alla nave da guerra Uss Cole all’ancora nel porto di Aden. Il culmine della campagna in atto contro gli Usa viene raggiunto la mattina dell’11 settembre 2001 con i micidiali attacchi contro le Twin Towers ed il Pentagono.

La reazione degli USA i dei loro alleati è rabbiosa e decisa: dopo mesi di bombardamenti, abbatteranno il regime del Mullah Omar e dei Talebani, accusati di nascondere lo Sceicco saudita

Kashmir

Da circa 14 anni il Kashmir è in preda ad una feroce guerriglia contro le truppe di occupazione indiane, che mantengono il controllo di 2/3 della regione Himalayana.

Ma il 22 Gennaio una delegazione di una coalizione di partiti del Kashmir (Hurayat Conference) ha per la prima volta incontrato i politici indiani. Un incontro reso più facile dal riavvicinamento dell’India all’altra potenza asiatica con la quale si contende la regione e cioè il Pakistan.

La rivolta del Kashmir, ancora in pieno svolgimento nonostante le incoraggianti iniziative di pace, è iniziata nel 1989 ed ha sempre rappresentato una guerra per procura tra i due colossi asiatici (che dispongono anche di testate atomiche).

Nepal

La lunga marcia non è finita. Almeno non lo è affatto per i guerriglieri maoisti del Nepal in lotta contro la monarchia costituzionale del re Gyanendra (creduto l’incarnazione del dio Visnhu) dal 1996, che hanno ripreso le ostilità dopo 7 mesi di fragile tregua.
Più di mille e trecento i morti in soli pochi mesi dalla rottura del cessate il fuoco (27 agosto), contro le 8000 vittime in tutto l’arco del conflitto.
Sul tavolo delle trattative non resta che l’inaccettabile richiesta – per il monarca e il suo establishment- di un’assemblea costituente che decida un nuovo assetto costituzionale per il tribolato paese himalayano. Scontri a fuoco, rapimenti, attentati e estorsioni sono il pane quotidiano di 22 milioni di nepalesi, uno dei popoli più poveri del mondo.

Guerre nel Mondo





Buon Natale a Tutti

22 12 2007

yoda_natale

Cristoforo: “Bene… proverò a fare degli auguri un po’ diversi dal solito”.

Yoda: “No! Non provarci. Fare o non fare, non c’è provare”

Cristoforo: “D’accordo lo faccio”

Yoda: “Aiutarti io posso, davvero”

Cristoforo: Credo proprio di no, io cerco il grande Babbo Natale

Yoda: “Oh, Grande Babbo Natale… Natale non fa nessuno grande…

Cristoforo: “Ti ascolto… mostrami la via”

Yoda: “Ecco un Buon Inizio:”

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Cristoforo: “Fantastico… con questo possono capirmi tutti… ma per i miei amici mi serve qualcosa di speciale, come per esempio una poesia o una storia…”

Yoda: “Quello che fa per te io ho…”

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Cristoforo: “Forse ci vorrebbe anche qualcosa di più divertente come…”

Yoda: “Questo divertente è…”

natale

Cristforo: “E poi ci vorrebbe anche qualche storia sulle usanze del Natale”

Yoda: “Questa bene potrebbe andare…”

Era un Natale difficile: le renne avevano la dissenteria e
Babbo Natale aveva dovuto pulire tutta la stalla;
metà degli gnomi erano a letto con l’influenza e gli elfi
erano in sciopero per solidarietà con i tacchini.
Poi si era rotta la slitta e Babbo Natale si era appena
maciullato un dito per aggiustarla, quando entra un Angelo e dice:
“pre Auguriiiiiiiiii! Dove metto l’abete?!”

e fu così che nacque la tradizione dell’Angelo in cima
all’albero di Natale!
Buon Natale!

Cristoforo: “Ora manca solo una descrizione più o meno dettagliata per chi non conosce il Natale Italiano…”

Yoda: “Aio!Eccoti una descrizione breve

Natale

Cristoforo: “E per i regali come facciamo?

Yoda: “

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Cristoforo: “Ma allora abbiamo bisogno di una Babba Natale…

Yoda: “Babba, andare tu devi, aio!”

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Cristoforo: “Ma oltre alla Babba non abbiamo un Babbo Natale di riserva?

Yoda: “Ufff… Eccoti anche il Babbo di riserva…”

buon-natale-2-renne

 

 

Cristoforo: “Ok… abbiamo scherzato per mettere un po’ di allegria (perchè il Natale è anche questo… un giorno di festa, di gioia e di allegria) ma ora vorrei concludere cercando di farVi cogliere l’aspetto più profondo del natale… ma come posso fare?

Yoda: “Una parabola… ci vuole”

Cristoforo: “E allora eccovi una delle storielle che più mi hanno fatto pensare per la sua semplicità e profondità:

 

 

ORA CAPISCO…

Era una persona fedele e generosa con la sua famiglia e corretta nel rapporto con gli altri, però non credeva che Dio si fosse fatto uomo come, secondo quanto afferma la Chiesa, è successo a Natale. Era troppo sincero per far vedere una fede che non aveva.

“Mi dispiace molto, disse una volta a sua moglie che era una credente molto fervorosa, però non riesco a capire che Dio si sia fatto uomo; non ha senso per me.

” Una notte di Natale, sua moglie e i figli andarono in chiesa per la messa di mezzanotte.

Lui non volle accompagnarli. “Se venissi con voi mi sentirei un ipocrita. Preferisco restare a casa. Vi starò ad aspettare. “Poco dopo la famiglia uscì mentre iniziò a nevicare.

Si avvicinò alla finestra e vide come il vento soffiava sempre più forte.

“Se è Natale , pensò, meglio che sia bianco”. Tornò alla sua poltrona vicino al fuoco e cominciò a leggere un giornale. Poco dopo venne interrotto da un rumore seguito da un altro e subito da altri. Pensò che qualcuno stesse tirando delle palle di neve sulla finestra della sala da pranzo. Uscì per andare a vedere e vide alcuni passerotti feriti, buttati sulla neve. La tormenta li aveva colti di sorpresa e, per la disperazione di trovare un rifugio, avevano cercato inutilmente di attraversare i vetri della finestra. “Non posso permettere che queste povere creature muoiano di freddo… però come posso aiutarle? “Pensò che la stalla dove si trovava il cavallo dei figli sarebbe stato un buon rifugio, velocemente si mise la giacca, gli stivali di gomma e camminò sulla neve fino ad arrivare nella stalla, spalancò le porte e accese la luce. Però i passerotti non entrarono. “Forse il cibo li attirerà,” pensò. Tornò a casa per prendere delle briciole di pane e le disseminò sulla neve facendo un piccolo cammino fino alla stalla. Si angustiò nel vedere che gli uccelli ignoravano le briciole e continuavano a muovere le ali disperatamente sulla neve. Cercò di spingerle in stalla camminando intorno a loro e agitando le braccia. Si dispersero nelle diverse parti meno che verso il caldo e illuminato rifugio. “Mi vedono come un estraneo che fa paura”, pensò.

“Non mi viene in mente nulla perché possano fidarsi di me… Se solo potessi trasformarmi in uccello per pochi minuti, forse riuscirei a salvarli! “In quel momento le campane della chiesa cominciarono a suonare. L’uomo restò immobile, in silenzio, ascoltando il suono gioioso che annunciava il Natale. Allora si inginocchiò sulla neve: “Ora si, ora capisco”, sussurò. “Signore, ora capisco. Ora capisco perchè ti sei fatto uomo… “

 

BUON NATALE!!!